I prossimi appuntamenti

Gli appuntamenti conclusivi della campagna elettorale

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ore18:30 Sant’Anastasia

ore 19:30 Mercato San Severino

ore 20:30 Avella

ore 23:00 Montecalvo

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Scelte sbagliate – intervista Corriere dell’Irpinia

Intervista Giuseppe Gargani

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Europee 2014 – Gargani(NCD): “Unici con un progetto per l’Italia e per l’Europa”

Si è chiusa oggi ad Avellino la campagna elettorale di Giuseppe Gargani candidato alle europee con la lista UCD-PPE.

Una campagna elettorale che – come ha spiegato l’on. Giuseppe De Mita – si chiude con rammarico in quanto anche questa volta l’Italia ha perso la grande occasione per riflettere sull’Europa. L’Italia poteva porsi con maggior autorevolezza e in maniera meno adolescenziale e parlare di ripresa ma ha ridotto la campagna elettorale ad un discorso di superficie facendolo diventare il termometro che misura il consenso alle prossime politiche italiane”.

“Potrebbe essere visto anche come termometro – continua – se solo servisse a far capire quello che è stato il risultato del febbraio 2013 che segnalavano un crollo dell’equilibrio bipolare e l’emergere di una forza di protesa oltre alla registrazione di un notevole allargarsi di quella fascia del paese che non si riconosce più in nessun partito. E mentre a dicembre si tentava di mettere insieme le forze popolari nella maggioranza di governo per aprire il dialogo con il PD sulle riforme, noi – sottolinea – abbiamo spaccato l’UDC. Abbiamo spinto affinchè si realizzasse un nuovo partito perché da un lato c’era Casini che ipotizzava la ricomposizione tra  moderati mettendo insieme tutti a partire da Berlusconi e chi come noi riteneva che il berlusconismo doveva essere superato e prendevamo atto che Alfano era con noi in maggioranza di governo e dava un senso. L’intesa era necessaria ma il modo in cui era stato realizzato non trasmetteva la prospettiva che noi stiamo dando. Noi non abbiamo trasmesso in maniera compiuta senso politico e prospettiva che vogliamo darci e dopo le elezioni riprenderemo a ragionare”.

“Il problema adesso – conclude De Mita – è se le forze politiche vogliono porsi il tema del rinnovamento e lo incarnano rendendolo evidente o non c’è questo rinnovamento. La responsabilità di questo immobilismo di Governo ha un nome ed un cognome perché il Governo poteva ripartire già a dicembre con Letta ma Renzi, dall’alto, l’ha frenato dicendo che prima si doveva comporre la segreteria di partito e poi pensare al Governo. Non bisogna pensare che le elezioni siano un derby tra la rabbia di Grillo e la speranza di Renzi ma c’è la necessità di capire le questioni e risolverle. In questo momento noi siamo l’ipotesi che ha una sua prospettiva guardando al futuro mettendo alle spalle tutti i limiti del passato”.

Noi siamo fiduciosi del cambiamento – ha commentato Giuseppe Gargani, pronto a ricandidarsi al Parlamento Europeo – Non dobbiamo abituare il popolo italiano a votare “contro” ma votare “per”, per un progetto, un’idea, un partito, un valore , un simbolo che esprime un messaggio. Questo partito è l’unico che si sforza a dare una prospettiva un progetto, può darsi manchevole ma un progetto per l’Italia e per l’Europa. Votare per l’Europa è votare per l’Italia chi ha detto che votare contro l’Europa è votare contro – dichiara riferendosi alle parole di Fratelli d’Italia – ha commesso un delitto. L’Europa è una realtà, una condizione per la quale siamo oggi in un contesto complessivo di diritto comunitario. I fondi europei sono l’ennesima dimostrazione di come l’Europa non sia ostile. L’Europa ha un piano quinquennale che l’Italia meridionale utilizza solo in parte mentre altri paesi lo utilizzano al 100%. Noi siamo pronti a ricominciare – chiosa – l’esperienza è popolare, è preziosa e va tutelata”.

A sostenere Gargani anche Ciriaco De Mita, amico di sempre, attualmente in corsa alle amministrative di Nusco come sindaco: “In politica il segreto del successo è di stare insieme. Da soli non è possibile fare politica. La politica è come un medico che aiuta le persone a guarire ma se davanti ci troviamo un presidente del consiflio che invece di fare i fatti fa solo promesse – sottolinea De Mita riferendosi a Renzi – è un ragazzo avventuroso che rischia di essere vinto da Grillo perché se dice le bugie perde contro chi dice la bugia più grossa. Il PD si crede forte perché sono tanti e si disperdono ma sono persone senza pensiero e speranza. Dobbiamo uscire da questa fase di inerzia che abbiamo attraversato. Solo così potremo essere riferimento per l’affermazione di un volere che solo l’idea è l’anima della democrazia”.

Fonte: irpinia24.it

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Udc, De Mita lancia Gargani: fatti eleggere, io penso al futuro

L’orizzonte a cui guardare è l’Europa, ma i piedi devono rimanere ben saldi nel territorio. Ciriaco De Mita indica il percorso che l’Udc si trova a dover percorrere, partendo dal risultato delle Europee. Il leader centrista è intervenuto alla manifestazione di chiusura della campagna elettorale in città per la lista nella quale è candidato Giuseppe Gargani. “Una presenza che testimonia l’amicizia” – ha detto De Mita – “e la condivisione di un impegno, perché in politica il massimo del successo è stare insieme”. I valori, la solidarietà, la condivisione e, naturalmente, la ricostruzione della comunità, diventato un mantra del pensiero demitiano, fondamento della sua candidatura a sindaco di Nusco. “Dietro alla mia decisione c’è un grande obiettivo – dice – anche se si realizza in un piccolo pezzo del territorio, quasi come coltivare un giardino”. Eppure è proprio questo il punto fondamentale della riflessione di De Mita: la ricomposizione delle comunità diventa, e non sembri paradosso, la vera novità. “Ho la sensazione – spiega – che in questa campagna elettorale non si sia riusciti a cogliere la fine di un’epoca, di una stagione. In sostanza stiamo ragionando su cose che stanno per scomparire e non su quelle che stanno per nascere. Io sono convinto che il futuro sia il governo delle comunità, ma questa è una condizione che non si predica, si realizza”. E qui De Mita richiama un’altra condizione fondamentale: la presenza del pensiero. Quello che manca a Renzi ed al Pd. “La politica è pensiero e se questo manca le cose non si realizzano. De Gasperi realizzò in due mesi la riforma agraria, Renzi e il Pd parlano di riforme da tre anni, ma non hanno prodotto nulla perché non hanno idea di cosa fare”. De Mita non si lascia sfuggire l’occasione per qualche stoccata ai democrats, “il massimo dell’organizzazione politica senza pensiero, siccome sono tanti e si disperdono, ritengono di essere quelli maggiormente rappresentativi, in realtà sono soli, disperati e senza pensiero”. Altra, invece, è la strada dell’Udc che ha l’obbligo della coerenza. “ Se lo saremo presto o tardi la strada che abbiamo immaginato diventerà percorribile. L’importante è privilegiare le idee che sono l’anima della democrazia”.
Prima di De Mita era toccato a Giuseppe Gargani (a cui De Mita ha rivolto l’invito “a farsi eleggere mentre io mi occupo del futuro”). Una campagna elettorale condotta “da Reggio Calabria a Pescara” per rimarcare il valore della rappresentanza, promuovere un voto per l’Italia in Europa, “unica prospettiva e vera condizione di crescita”, riscoprendo l’appartenenza e l’ancoraggio ai valori della tradizione del popolarismo italiano dentro i confini europei. Questo è sempre stato il suo orizzonte, nonostante “le critiche che ho ricevuto per il mio scarso impegno, anche nel mio paese”. Gargani si dice “preoccupato perché la politica non basta più di fronte alla grande disgregazione della società. In ogni caso non sono pessimista rispetto al risultato di Avellino. Sono convinto che voterete il simbolo, pur con le sue deficienze, perché noi rispetto agli altri abbiamo un pensiero. Altri, come Renzi che usa le istituzioni per far propaganda, non ce l’hanno. Sono convinto che di fronte alla demagogia dilagante resterà per noi un progetto in nuce. Per questo dovete tutelare l’esperienza, votandoci”.
Giuseppe De Mita, invece, si sofferma sulla prospettiva che, a suo dire, deve essere diversa da quella immaginata da Alfano e dagli ex forzisti. La critica al simbolo ed alla lista, “autentica perché caotica”, diventa solo lo strumento con cui affermare con chiarezza che questa parte dell’Udc non ha alcun interesse a coltivare l’ambizione di “ricostruire il centrodestra”, semplicemente perché “non esiste più il centrodestra”. Secondo il parlamentare, invece, l’obiettivo è quello di far crescere qualcosa di nuovo, aumentando la dialettica dentro la maggioranza di governo, “per ridurre l’area della rabbia”. Una cosa che vale anche a livello europeo. “Non so che senso avranno queste Europee, ma credo che questo passaggio potrebbe aiutarci a capire quanto è accaduto nel febbraio del 2013, sul quale non abbiamo riflettuto abbastanza. Ecco, ritengo un errore storico concepire questo passaggio elettorale come un derby tra rabbia e speranza. Se fosse cosi, paradossalmente, mi schiererei a favore della prima, ma ciò non avrebbe alcun senso politico”.

Fonte: ilciriaco.it

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Elezioni Europee, Gargani chiude con De Mita: in Europa ricostruendo la comunità

All’Hotel de La Ville di Avellino, stoccate al Pd e a Grillo. Sull’arresto di Romano, l’euodeputato uscente: «Spero possa chiarire al più presto»

La manifestazione di chiusura della campagna elettorale di Giuseppe Gargani per le elezioni europee del prossimo 25 maggio s’è trasformata in un momento di confronto su un futuro fatto di comunità all’interno del contesto europeo.

Al tavolo dei relatori, nella sala conferenze dell’Hotel de La Ville di Avellino, oltre al candidato, il segretario provinciale dell’Udc, Maurizio Petracca, il dirigente Angelo D’Amelio, il deputato Giuseppe De Mita e l’ex Presidente del Consiglio, Ciriaco De Mita.

Dopo una breve introduzione di D’Amelio, la parola è passata a Giuseppe De Mita. «Questa campagna elettorale –ha esordito- si conclude con un grosso rammarico. Il rammarico di aver perso un’occasione per dare vita ad una riflessione seria sull’Europa. Il ragionamento s’è ridotto ad uno scontro tra antieuropeisti e filoeuropeisti e temi come il fiscal compact sono stati trattati attraverso la lamentazione».

Per De Mita «le europee, ancora una volta, vengono utilizzate come un termometro per calcolare il consenso nazionale, ma l’unica cosa che potremo capire da questo passaggio è quanto avvenuto nel febbraio del 2013, visto che molti partiti, dopo quella esperienza elettorale, una riflessione non l’hanno mai fatta».

Dunque una stoccata al Pd: «Sta ponendo in essere un tentativo egemonico che probabilmente lo porterà ad essere il primo partito, con Grillo che si attesta intorno al 30%, in perfetta solitudine. Renzi –ha aggiunto De Mita- sta facendo un errore enorme ad utilizzare Grillo quale interlocutore perché da un lato lo legittima e gli fa guadagnare consensi, dall’altro si ritrova isolato. Purtroppo non ha compreso che in un derby tra la speranza e la rabbia si sceglie la rabbia».

La parola, a questo punto, è passata a Gargani, che non ha rinunciato a fare un riferimento all’arresto del Presidente del Consiglio Regionale della Campania, Paolo Romano, suo compagno di lista: «Sono sorpreso e toccato dall’accaduto, specie a pochi giorni dalle elezioni. Spero che possa chiarire la sua posizione e farlo al più presto».

Venendo alla campagna elettorale, Gargani s’è scagliato contro «il qualunquismo di Grillo infarcito di bugie» e quello di Renzi «che fa campagna elettorale da Presidente del Consiglio, dimostrando di non aver alcun rispetto per i cittadini». Gargani ha anche puntato il dito contro il simbolo della lista «che non dice nulla», tant’è che vi ha aderito «solo perché c’è scritto “popolari”».

L’eurodeputato uscente non ammette che si possa chiedere un voto contro l’Europa. «E’ un vero e proprio delitto –ha dichiarato- e forze come Fratelli d’Italia che sostengono che votare contro l’Europa significhi votare per l’Italia dimostrano azzeramento culturale, ignoranza storica e demenzialità».

«L’Europa –ha aggiunto- ci è sempre stata vicino e il nostro compito è esserne protagonisti, modificandola lì dove è necessario, ma comprendendo che non ci sono orizzonti alternativi possibili».

Le conclusioni sono state affidate a Ciriaco De Mita. «Io sono qui –ha esordito- per testimoniare innanzitutto un’amicizia. Nella confusione che c’è, conservare un rapporto di stima è cosa rara. Il segreto del successo in politica –ha sottolineato- è stare insieme. Io, che sono una bestia politica, avverto una solitudine quando penso da solo».

De Mita sostiene che sono due gli orizzonti a cui guardare: «Il primo –ha detto- è la riscoperta del valore della comunità ed è questo il tentativo che sto facendo a Nusco con la mia candidatura a sindaco»; il secondo, invece, «è l’orizzonte europeo». Per l’ex Presidente del Consiglio, il contesto nazionale nel quale siamo cresciuti ha ormai ceduto il passo al contesto europeo, perciò «una discussione su stare o non stare in Europa è come discutere sul passare o meno dall’infanzia all’adolescenza».

Non è mancato nelle sue parole un affondo al Partito democratico quando ha detto: «La politica è pensiero. La massima espressione della politica senza pensiero e senza speranza è il Pd. Mai una forza politica è stata così disgregata» e su Renzi: «è un ragazzo avventuroso che rischia di farsi distruggere da Grillo: se la gara è a dire bugie il bugiardo vince».

Infine, una conferma del proprio sostegno alla candidatura di Gargani: «Caro Peppino, io penso al futuro, tu pensa al presente e fatti eleggere. Il mio impegno c’è e vedrai il risultato».

Fonte: orticalab.it

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Giuseppe Gargani, Grand Hotel Vanvitelli della città di Caserta.

«Il nostro disegno politico è alternativo a Forza Italia e al populismo di cui si fa portatore Berlusconi, per cui sbaglia chiunque ritiene che il Partito Popolare Europeo possa essere un riferimento comune perché l’adesione di Forza Italia è solo formale. Noi, invece, dobbiamo attraverso questa aggregazione dell’Udc – Ncd – Ppe, determinare un soggetto politico nuovo che sia orgoglioso di chiamarsi popolare per recuperare la tradizione democratica cristiana e per portare in Europa valori nuovi capaci di irrobustire lo stesso Popolarismo Europeo. La via di Forza Italia, oggi, risulta una via sbagliata, certamente non adeguata ai problemi che il Mezzogiorno ha, perché il Sud Italia, ha bisogno di sviluppo economico, ma soprattutto di trovare una aggregazione per una solidarietà della e nella società civile».

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